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Ecco il nuovo episodio de “Tutti gli uomini di Paul Kalkbrenner “

di Manuel Listuzzi
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VENEZIAMESTRE - CHIEVOVERONA 3-1

CHIEVIMI SE SONO FELICE

Festa dei lavoratori, primo maggio. Zona gialla. In un bel pomeriggio di primavera, il centro storico della città si è riempito di turisti e visitatori che si sono letteralmente riversati nelle strade cittadine assiepandosi tutti sui tanti tavoli tavolini sgabelli e tavolacci dei bar e dei ristoranti. Lo spritz e la birra scorrono a fiumi, polpette e cicchetti vari piovono copiosi. Pur in questo tripudio di convivialità ritrovata, ci rimane ancora ahimè precluso il piacere di andare allo stadio a sostenere la squadra della (delle) città, che ancora una volta in questa stagione straordinaria dopo un momento di grande difficoltà dovuta alla assurda sconfitta di Salerno, ha saputo subito rialzare la testa, ritrovare la Trebisonda, e schiantare senza troppi complimenti un avversario, il Chievo, che poteva anche fare paura, ma che invece è stato domato con la maestria di un barista esperto nell’arte dello spritz. Peccato davvero che in una stagione come questa, con una squadra come questa, siamo stati relegati al tifo da divano. Pazienza, ci saranno altre occasioni.

Un lungo incipit per dire che questa giornata di festa nazionale è stata baciata anche da una gran bella vittoria del VeneziaMestre, ottenuta con gioco, sangue freddo, e un po’ di mestiere. Il Chievo arrivava al Penzo in un discreto momento di forma, e con fama di essere compagine vieppiù scorbutica nonchè dotata di alcune individualità fuori categoria. Insomma, non era facile. Uno scontro diretto a pieno titolo. Non era scontato nemmeno che le squadre, dopo la sosta forzata causa covid, ritrovassero subito la giusta intensità. Ma ci ha pensato il Chievo, qualora ce ne fosse stato bisogno, a scuotere via il torpore: i cugini iniziano con un pressing accanito e tengono bene il campo per un po’, ma alla distanza gli arancioneroverdi prendono il controllo delle operazioni. Un paio di buone occasioni fallite, finchè il pantzer sloveno Crnigoj arpiona con la forza della cocciutaggine un cross di Di Mariano e spacca la porta col sinistro. Uno a zero e tutti a prendere uno spritz caldo, come avrebbe detto Caressa se fosse stato veneziano, e si fosse chiamato Caressin.

Nella ripresa il Chievo prova a fare la partita e chiuderci nella nostra metà campo, ma col passare dei minuti diventa sempre più evidente che gli amici gialloblu là davanti non sono in giornata: vuoi la buona prestazione dei nostri difensori, vuoi i troppi spritz caldi nello spogliatoio, ma i vari Djordjevic, Di Gaudio, Garritano e compagnia cantante non la vedono mai, e l’impressione è che i contropiedi arancioneroverdi possano colpire e affondare da un momento all’altro. E infatti, su un lancio sontuoso del genio della lampada Maleh, Ricci si fionda sulla sfera beffando un malcapitato francese che lo abbatte in area: rigore, e la pinna dello Squalo torna a sventolare. Finalmente! Tra una noia fisica e l’altra il bomber non segnava da febbraio, ma oggi il gol lo ha cercato con ostinazione, di sinistro, in scivolata, di tacco, e alla fine lo ha trovato. 

Però. 

Però, è qui che succede quel che non dovrebbe succedere ma mannaggia succede sempre. Io non so se sia un’impressione solo mia, forse sono io ad essere scaramantico a livelli da massaia calabrese, ma ogni qual volta io faccia pensieri troppo rilassati e ottimisti circa l’andamento di una partita, ecco che puntuale come un clistere arriva la doccia fredda. Come mi rilasso io, si rilassano anche i nostri quanto basta da consentire a Mogos e Canotto di imbastire uno scambio da Holly e Benji sulla destra e portare l’attaccante clivense dal nome poco carismatico a punire con un diagonale sul secondo palo un Maenpaa dai denti e guantoni bianchissimi. E siamo subito di nuovo in ballo. Gli spettri sono lì, ghignano nella penombra, sorseggiando spritz. Gli avversari riprendono vigore. Il film già visto tante volte sembra potersi ripetere di nuovo. Sembra, ma stavolta le cose vanno in maniera diversa: la sofferenza, più emotiva che altro, dura poco, finchè il nuovo entrato Johnsen si fa una volata delle sue servendo a Di Mariano il pallone del tris. Finalmente un gol per Kekko, meritato, strameritato, sacrosanto per la qualità e continuità delle sue prestazioni.

A questo punto, la partita scivola via definitivamente. Si vince 3-1, senza ulteriori sobbalzi emotivi o rituali scaramantici particolari. È una vittoria fondamentale, che ci conferma alla quinta piazza della classifica ma che ci avvicina in maniera interessante a zone più nobili, dove tutte le prime tre classificate hanno fatto un passo falso. La prima tappa del tour de force è andata, non rimane che lottare e continuare a credere nei sogni fino alla fine.

Forza ragazzi!

IL PAGELLONE:

MÄEMPÄÄ: per quasi 70 minuti se ne sta in contemplazione della partita come il guardiano del faro, osservando le onde maestose che si infrangono amare sugli scogli. Poi dal mare in tempesta sbuca un Canotto che gli rovina la giornata zen. OSHO voto: 6

MAZZOCCHI: inizia malino per poi crescere con il passare dei minuti, ma si avverte che qualcosa nel suo animo lo turba e non gli permette di esprimere al meglio le sue qualità. RASKOL’NIKOV voto: 6 --- FERRARINI: si gioca una decina finale giusto per riprendere confidenza con le verdi praterie della vita. SPRING BREAK voto SV

MODOLO: prestazione sontuosa del Capitano, che argina e deprime qualsiasi velleità offensiva che gli capiti sotto tiro. SPEZZACUORI voto: 7

CECCARONI: agisce sulla falsariga del suo compare di reparto, lasciando agli avversari solo lacrime e rimpianti per ciò che sarebbe potuto essere. CTRL C + CTRL V voto: 7

RICCI: con la sua faccia pulita percorre la fascia mangiando una mela e facendo tante cose buone e semplici, procurandosi pure un rigore. What else? NESPRESSO voto: 6,5

CRNIGOJ: inizia distribuendo passaggi irricevibili con la veemenza di un uragano. Poi piano piano prende le misure e ha soprattutto il merito di sbloccare la partita con il suo terzo gol stagionale. PRINCIPE ADAM voto 6,5 --- FIORDILINO: cerca di donare più geometrie e palleggio e tutto sommato ci riesce con discreta dignità. SAMARITANO voto: 6

TAUGOURDEAU: piede da giavellottista, calibra e sventaglia qua e là, regalando freschezza e unicità alla manovra. Se ne esce soddisfatto poco prima del triplice fischio. DISCOBOLO voto: 6,5 --- SVOBODA: entra, annusa l’erba ed è tutto già inesorabilmente finito. ATTIMO FUGGENTE voto: sv

MALEH: copre la distanza del Cammino di Santiago in una novantina abbondante di minuti, costringendo l’orsetto della Duracell ad annunciare un mesto ritiro dalle competizioni. ZANZARA TIGRE voto: 6,5

ARAMU: ci mette impegno e buona volontà ma oggi è in una di quelle giornate in cui l’ispirazione se ne va lasciandoti in balia delle asperità della vita. IDROLITINA voto: 6 --- JOHNSEN: entra con il piglio giusto e nell’unica occasione che gli si presenta mette in mostra il meglio del suo repertorio, scatto bruciante e assist perfetto per il furetto di San Daniele. CARPE DIEM voto: 6,5

FORTE: il destino sembra avergli voltato sgarbatamente le spalle proprio nel giorno del suo compleanno, quando sul finire del primo tempo sparacchia alto una facile palla gol. Si riscatta dal dischetto tornando al gol dopo un digiuno degno del più ferreo dei Ramadam. MUEZZIN voto: 6,5 

DI MARIANO: in palla fin dai primissimi minuti, trasforma in oro qualunque cosa tocchi, che sia un assist, un gol, o il palo su cui si schianta rischiando la vita proprio in occasione del suo secondo sigillo stagionale. RE MIDA voto: 8 --- DEZI: dà il cambio allo scatenato compagno e si gode il dolce flusso della partita che si incanala verso la vittoria. PROMENADE voto: sv

ZANETTI: prepara squadra e partita alla perfezione, riuscendo a domare un avversario piuttosto fastidioso come il Chievo. Regala un brivido ai tifosi con una gestione degli slot dei cambi al limite della legalità. SLOT MACHINE voto: 8

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