Com'è triste Venezia(Mestre)

di Manuel Listuzzi
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Inutile girarci troppo intorno, cercare le parole giuste. Superfluo teorizzare su tattiche, moduli, triangoli e sovrapposizioni quando il tasso tecnico di questa squadra è quello espresso contro la Cremonese. Certo la paura è un fattore che bisogna considerare, la tensione spesso rende le gambe meno sensibili e le teste meno lucide, soprattutto quando veicolata nel modo sbagliato; si possono cambiare tutti i tecnici di Coverciano, ma quando non c’è un singolo giocatore capace di mettere un cross nel posto giusto e con la corretta forza, quando di tutti gli interpreti offensivi non ne esiste uno capace di saltare l’uomo con continuità, quando sulla mediana il passaggio più lungo è di un paio di metri, mentre i cambi gioco finiscono in tribuna.. quando i difensori non riescono a stoppare il pallone per far ripartire l’azione ma lo calciano via come i liberi degli anni 90, tutto si fa tremendamente complicato.

E le dichiarazioni di Cosmi a fine match si possono leggere in questa ottica, quella di un uomo che forse non si aspettava tale livello tecnico finanche fisico dei suoi ragazzi, resosi rapidamente conto della drammaticità della situazione. E l’amarezza dell’allenatore umbro è la stessa del popolo unionista in seguito ad una partita che valeva tantissimo alla luce di una classifica sempre più precaria e di un avversario apparso tutt’altro che irresistibile. In particolare dopo i buoni segnali lasciati dalla sfida col Palermo, accenni di gioco e mentalità miseramente scoparsi dopo pochi giorni.

Il match con la Cremonese poteva segnare la svolta della stagione; riagganciare i lombardi avrebbe significato allargare il gruppone delle pericolanti,  portando in dote una dose massiccia di morale e consapevolezza. Ed invece il pubblico del Penzo ha assistito alla solita partita giocata a basso ritmo, senza voglia né idee, quasi sempre in balia di una squadra piuttosto scevra di talento e giocate. La grinta non è mancata ma è evidente come le caratteristiche tecniche di questa squadra non permettano di vincere battaglie fondamentali, sia fisiche che strategiche. La difesa a tre funziona il giusto, eccezion fatta per l’ennesima rete subita da palla inattiva, ma insistere con il destro Bruscagin in fascia sinistra è desolante per gli occhi ed il cuore. Sulla fascia opposta Lombardi è troppo schiacciato per risultare pericoloso in fase offensiva mentre il centrocampo non riesce a ribaltare l’azione con la dovuta rapidità. La reazione allo svantaggio è forse l’unica nota positiva di giornata, ma che fa emergere tutti i limiti in fase finalizzativa del giovane Vrioni e del fumoso Citro di giornata. Un rigorino riporta a galla i lagunari ma nemmeno questa iniezione di fiducia riesce a destare gli arancioneroverdi.

La ripresa è pura agonia, con i grigiorossi a mantenere il pallino del gioco, addormentando il match verso il voluto pareggio. Il VeneziaMestre ha qualche folata, il pubblico si esalta grazie ad un paio di corner (giocati rigorosamente corti) ma nemmeno gli ingressi di Di Mariano e St Clair ed il conseguente tridente portano alcunché, e la partita si conclude con un mesto uno ad uno.

Ci sarà da lavorare, e parecchio. La sosta arriva nel momento perfetto e la ripresa a Salerno regalerà una nuova chance di rivalsa al team veneziano. Arduo il compito di mr Cosmi nel trovare alternative a questa pochezza, considerato che lanciare qualche giovane interessante in tale momento potrebbe costar caro a squadra e giocatore stesso. La tifoseria ha sotterrato per ora l’ascia di guerra, ma l’apatia che si vede sul terreno di gioco si rispecchia pure sulle tribune dove forse non è ancora così chiaro quanto sarebbe forte l’impatto di un’eventuale retrocessione. Il rischio di un progetto troncato sul più bello sarebbe altissimo ed è per questo e per migliaia di altri motivi che non si può abbandonare questa squadra né lasciarsi andare ad infruttuose rimostranze. E’ il momento di ricompattare l’ambiente, unire le due città in un unico grande abbraccio a questa società, a questi ragazzi ed a questi colori, perché tifare VeneziaMestre è un grandissimo orgoglio ma, a volte, un faticoso piacere. Avanti Unione!


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